
L'antropologo Remotti: "Nessuna comunità è innocente"



27 febbraio 2026
Dalla periferia di Torino, Barriera di Milano, fino al Brasile, passando per Platì, sull’Aspromonte. Dallo spaccio di quartiere fino al traffico di quintali di cocaina in affari con i narcos brasiliani del Primeiro comando da capital (Pcc). La scalata di Vincenzo Pasquino, classe 1990, è impressionante tanto quanto ciò che sta rivelando agli inquirenti italiani e brasiliani sugli accordi tra ‘ndrangheta e i narcos sudamericani. Racconti che ne fanno oggi uno dei collaboratori di giustizia più interessanti sul fronte del contrasto al narcotraffico tra Sudamerica e Italia.
I business senza confini della 'ndrangheta
Nato a Torino da una famiglia di Guardavalle (Catanzaro) vicina alle cosche locali, la carriera mafiosa di Vincenzo Pasquino comincia nella stagione di Minotauro, la grande operazione anti-‘ndrangheta che l’8 giugno 2011 porta in carcere 142 persone attive nella provincia piemontese. "La mia affiliazione risale al 2011, con la famiglia Alvaro, la nostra base era a Chivasso", ha raccontato Pasquino dopo il pentimento.
Crediamo in un giornalismo di servizio a cittadine e cittadini, in notizie che non scadono il giorno dopo. Ma per continuare a offrire un'informazione di qualità abbiamo bisogno di te. Sostienici!
Se sei già abbonato o hai acquistato il numero in cui è presente l'articolo clicca qui per accedere e continuare a leggere.
Mentre le società alzano muri, c'è chi trova nuovi modi per stare insieme