Aracne, la sartoria di Lecco che fa economia circolare

Nel comune di Costa Masnaga (Lecco) un'abitazione confiscata alla criminalità organizzata è diventata una sartoria sociale che lavora i tessuti scartati, creando nuovi indumenti e offrendo opportunità lavorative a persone svantaggiate

Marco Panzarella

Marco PanzarellaRedattore lavialibera

15 luglio 2026

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A Costa Masnaga, piccolo comune in provincia di Lecco, un immobile confiscato alla criminalità organizzata è diventato la sartoria sociale Aracne, come la giovane e abile tessitrice della mitologia greca trasformata in ragno da Atena, che la costrinse a tessere per il resto dei suoi giorni.

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Qui di costrizioni non ce ne sono, al contrario la sartoria è un luogo dove trovano ospitalità donne in situazione di fragilità, migranti, giovani in cerca di un’opportunità. Oltre ai classici servizi da sartoria, Aracne dà nuova vita a tessuti dimenticati, scarti, campionari industriali, rimanenze di magazzino, capi destinati allo smaltimento, abilmente trasformati in creazioni originali, sostenibili e uniche.

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Aracne è uno dei tanti progetti portati avanti dalla cooperativa Paso, che è nata nel 2005 e unisce alla parte educativa quella di inserimento lavorativo di persone disabili e svantaggiate.“Tutto è iniziato quando abbiamo risposto al bando del Comune per l’assegnazione del bene – racconta il presidente della cooperativa Raffaele Pirovano – proponendo il progetto della sartoria sociale. Recupero è una delle parole chiave insieme a trasformazione, che si realizza  ad esempio quando un vecchio jeans diventa borsetta. La sartoria – aggiunge – ha tutti gli elementi dell’economia circolare: recupero, riuso e tutela ambientale”.

Assenza di notizie

Del bene confiscato che oggi ospita la sartoria si sa poco o nulla. I giornali nazionali e locali si limitano a un generico riferimento alla criminalità organizzata radicata nel lecchese e nulla più. “Purtroppo è così – dice Pirovano –, non abbiamo molti elementi ma stiamo lavorando insieme a Libera per conoscere qual è la storia del bene”.

La sartoria organizza corsi di taglio e cucito e degli incontri sul riuso e sulle applicazioni pratiche di economia circolare

Quel che è certo è che il bene è un’ex abitazione, sistemata dal comune di Costa Masnaga. “C’è un ingresso, un box e una porticina che conduce a un sotterraneo che non abbiamo mai utilizzato. Una scala porta al primo piano, dove trova spazio la produzione sartoriale e l’atelier con i prodotti che realizziamo. Un ulteriore sottotetto utilizzato come magazzino diventerà invece un locale dedicato a spazio in cui fotografare le nostre creazioni”.

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Autismo “su misura”

La responsabile creativa di Aracne si chiama Francesca De Capitani, un’artista tessile che si segue la progettazione e i percorsi formativi. “La sartoria è stata inaugurata il 7 giugno 2025 – spiega – e oggi vi lavorano dodici persone, di cui quattro ex art. 14 (la norma che favorisce l'inserimento lavorativo delle persone con disabilitàndr), oltre ai tirocinanti”. Periodicamente vengono organizzati dei corsi di taglio e cucito e degli incontri sul riuso e sulle applicazioni pratiche di economia circolare.

Sono stati attivati percorsi formativi pensati per giovani nello spettro autistico, con ambienti dedicati e strumenti di comunicazione aumentativa alternativa (caa)

Grazie al sostegno della fondazione Prosolidar ha visto la luce il progetto “Autismo su misura", dei percorsi formativi annuali pensati per dieci giovani nello spettro autistico, con ambienti strutturati e prevedibili, strumenti di comunicazione aumentativa alternativa (caa), uno spazio dedicato alla decompressione sensoriale e attività finalizzate all'inserimento lavorativo e all'autonomia.

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