Sovranismi

Sovranismi, al plurale, e non sovranismo. Perché le posizioni di coloro che si aggrappano alla bandiera dell’identità e della sovranità nazionale, facendone tema di consenso e azione politica, sono varie e articolate. Ma è possibile indicare una matrice unitaria dei più recenti sovranismi, rintracciabile nelle teorizzazioni del politico russo Vladislav Surkov sul concetto di “democrazia sovrana”. Un’idea di democrazia in cui l’esercizio delle libertà riconosciute ai cittadini viene piegato a favore delle necessità di controllo e gestione riconosciute allo Stato. C’è Surkov, ad esempio, dietro il sovranismo di Vladimir Putin. E dalla Russia, l’ispirazione sovranista si è poi diffusa a macchia d’olio in Europa e negli Stati Uniti. Numerosi premier del vecchio continente si definiscono oggi espressamente sovranisti, da Orban (Ungheria) a Morawiecki (Polonia), da Lukashenko (Bielorussia) a Meloni (Italia). Nelle sue varie facce, il sovranismo si contrappone alle politiche che cedono parte dell’autorità nazionale a favore delle organizzazioni sovranazionali e internazionali, come ad esempio l’Unione europea, l’Onu, ma anche organizzazioni non governativa (ong) e filantropiche, come quelle del finanziere George Soros. Si nutre spesso di nazionalismo, di militarismo, di protezionismo economico, di tradizionalismo religioso, di populismo.

Budapest, 25 aprile 2024. Trump e Orbán "salvatori del mondo" sulla maglietta di un simpatizzante durante la CPAC, la convention internazionale dei conservatori (foto di Elekes Andor, Wikimedia Commons)

Libertà di stampa. Da Orbán a Trump, come i sovranismi stanno conquistando i media

Le minacce al giornalismo indipendente crescono in tutto il mondo, compreso l'Occidente, con pressioni economiche e attacchi diretti. Ma c'è chi ancora non s'arrende a intimidazioni e compromessi

Elena Ciccarello

Elena CiccarelloDirettrice responsabile lavialibera

Paolo Valenti

Paolo ValentiRedattore lavialibera

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Roma, 23.04.2025, governo Meloni. Immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

Rosy Bindi: "Il governo non accetta il confronto e sminuisce il parlamento"

L'esecutivo guidato da Giorgia Meloni ricorre sempre più spesso ai decreti urgenti, escludendo il confronto con le camere. È la delegittimazione della politica, una svolta autoritaria che solo l'impegno dei più giovani può arrestare

Rosy Bindi

Rosy BindiEx ministra, presidente Commissione antimafia nella XVII legislatura

Bruxelles, 15 ottobre 2015. Il premier ungherese Viktor Orbán risponde ai giornalisti a margine del Consiglio europeo (foto European Council/Flickr)

Essere giornalista nell'Ungheria di Orban. "I media indipendenti sotto attacco perché hanno un impatto"

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Elena Ciccarello

Elena CiccarelloDirettrice responsabile lavialibera

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Libertà di stampa, Di Trapani (Fnsi): "Un giornalismo precario è più ricattabile e meno libero"

L'informazione italiana è sbilanciata: da una parte pochi professionisti ben retribuiti e tutelati, dall'altra l'esercito di precari pagati pochi euro ad articolo e per questo più vulnerabili a pressioni e intimidazioni. "Questo è il governo che ha …

Marco Panzarella

Marco PanzarellaRedattore lavialibera

Montecitorio, 23 giugno 2025. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con alcuni membri dell'esecutivo. Immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

Decreti e commissari straordinari, così il governo Meloni ipoteca il parlamento

L'esecutivo Meloni ha emanato più di 100 decreti in mille giorni, in continuità con il governo Draghi e Conte II e contro le promesse fatte quando era all'opposizione. Oltre 65 i commissari straordinari. Adesso sprint estivo per trasformare i …

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Natalie SclippaRedattrice lavialibera

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