Fausto Desalu. Giancarlo Colombo/Fidal
Fausto Desalu. Giancarlo Colombo/Fidal

Fausto Desalu: "Sono ancora affamato"

"Sentivamo che era possibile e lo abbiamo fatto". Il velocista, oro nella staffetta 4x100 alle Olimpiadi di Tokyo, ricorda la vittoria in una disciplina che, all'inizio, non gli faceva battere il cuore

Lucilla Andreucci

Lucilla AndreucciResponsabile settore Sport di Libera

13 luglio 2022

Fausto Desalu, da bambino, non sapeva cosa fosse l’Olimpiade, era pigro e non gli piaceva lo sport. A 28 anni si ritrova nella storia dei Giochi con un oro al collo, di quelli che significano che tu e altri tre atleti azzurri siete tra i più veloci del pianeta. Succedeva a Tokyo, il 6 agosto 2021. Una terza frazione strepitosa, la sua, che insieme alle folate di Marcel Jacobs, Filippo Tortu e Lorenzo Patta nella 4x100 metri, ha messo sotto sopra di gioia l’Italia, ancora ubriaca per il trionfo di Jacobs, cinque giorni prima, nella prova regina: i cento metri.
Fausto Desalu da Casalmaggiore (Cremona), origini nigeriane, italiano dal 21 febbraio 2012, atleta delle Fiamme Gialle, il gruppo sportivo della Guardia di finanza, ha raggiunto e superato un traguardo che forse nemmeno lui sognava.

“A 13 anni ho iniziato con le gare scolastiche, ma non mi piacevano. Poi ho cominciato a vincere. Quello mi piaceva”

Desalu, cosa sognavi di fare da grande?
Il regista o qualsiasi cosa che mi rendesse immortale, che si parlasse di me anche tra cent’anni. Oggi sono di moda gli influencer, magari tra cinquant’anni non ci saranno. Invece se vinci una medaglia, magari olimpica, il tuo nome resterà lì sui libri dello sport, per sempre. Ecco, desideravo lasciare un’impronta, di quelle eroiche. Forse perché mi piace la fantascienza.

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