Foto di Chris Yang/Unsplash
Foto di Chris Yang/Unsplash

Parla un'ex spia: "Contatti con mafiosi e terroristi? Si, se è per la sicurezza del Paese"

Per 32 anni M. è stato un funzionario del Sisde e dell'Aisi. Nel 2017 ha lasciato il lavoro e si è rivolto al Tar del Lazio, convinto di avere subito un trattamento vessatorio. A lavialibera racconta i segreti di un mestiere fuori dagli schemi

Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

25 novembre 2022

Ha dato la caccia ai latitanti di Cosa nostra, contribuito a contrastare le infiltrazioni mafiose e tenuto i contatti con un’organizzazione ritenuta terroristica. Per 32 anni M. ha vissuto e operato – con dedizione e riserbo – in quella che lui chiama «l’amministrazione». «Soltanto mia moglie sapeva che lavoro facevo», racconta a lavialibera quest’uomo, entrato nel Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (Sisde), e poi passato all’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi). M. ha svolto un mestiere che, a differenza di quanto mostrano i film hollywoodiani, è fatto più di ricerca delle informazioni, studio e analisi che di azioni estreme. 

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