Hargeysa, il monumento che commemora i bombardamenti della citta` separatista da parte delle truppe governative nel 1988. Foto di M. Goldovski
Hargeysa, il monumento che commemora i bombardamenti della citta` separatista da parte delle truppe governative nel 1988. Foto di M. Goldovski

Africa, tutti vogliono il Somaliland. Israele pensa di trasferire nel paese i palestinesi di Gaza

Israele ha riconosciuto la sovranità del paese subsahariano, che si trova in una posizione strategica ed è ricco di minerali preziosi. Il governo somalo teme che Tel Aviv voglia sfollare lì i palestinesi di Gaza

Matteo Giusti

Matteo GiustiGiornalista

1 aprile 2026

Il Somaliland, conosciuto anche come Somalia britannica, è una striscia di terra che si affaccia sul golfo di Aden, un braccio di mare che collega l’oceano Indiano al Mar Rosso e quindi al canale di Suez. Una posizione strategica fra il Corno d’Africa e una delle principali rotte di comunicazione tra Asia ed Europa. Dal 1991 la Repubblica del Somaliland, attraverso la creazione di un’amministrazione parallela e sostitutiva, si è resa autonoma dal resto della nazione. Tecnicamente si tratta di un’indipendenza de facto, ma non de jure, nel senso che manca il riconoscimento legale e internazionale della sua esistenza. Israele è il primo e attualmente unico membro delle Nazioni Unite ad averne ufficialmente riconosciuto l’indipendenza.

Africa, questione di interessi

Separati in casa

La regione, abitata da popolazioni somale che parlano dialetti dello stesso ceppo, ha alle spalle una storia diversa rispetto al resto del Paese, che fu controllato dall’Italia prima come colonia e poi come territorio in amministrazione fiduciaria delle Nazioni Unite, fino all’indipendenza del 1960. In quegli stessi anni il Somaliland aveva ottenuto l’indipendenza dalla Gran Bretagna, ma la sua esistenza durò appena sei giorni, cioè fino al 1° luglio 1960, quando si unì alla Somalia in un’unica nazione. Le due realtà rimasero comunque separate, con movimenti indipendentisti crescenti nell’ex territorio amministrato dagli inglesi.

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