Il modello di "mobilità sostenibile" prevede la creazione di una rete di trasporti e servizi per l'intera cittadinanza (foto di Petr Kratochvil)
Il modello di "mobilità sostenibile" prevede la creazione di una rete di trasporti e servizi per l'intera cittadinanza (foto di Petr Kratochvil)

Carlos Moreno: "Bisogna pensare a reti di città in cui la mobilità è sempre una scelta e mai una costrizione"

Intervista a Carlos Moreno, ideatore della "città dei 15 minuti". che ripensa a un nuovo modello per gli spazi urbani, basato sulla "mobilità sostenibile". Meno elitaria, che includa anche chi abita in periferia

Marco Panzarella

Marco PanzarellaRedattore lavialibera

1 giugno 2026

"La crisi in Medio Oriente e l’aumento del costo del petrolio possono rappresentare una grande opportunità di cambiamento per l’Europa. È giunto il momento di rompere la dipendenza dall’auto e puntare su un nuovo contratto sociale basato su servizi di prossimità e un trasporto pubblico davvero efficiente". Carlos Moreno è un urbanista colombiano che insegna all’università Sorbonne di Parigi, noto per avere ideato il concetto della “città dei 15 minuti”, in cui gli abitanti possono raggiungere a piedi o in bicicletta luoghi e servizi essenziali – posto di lavoro, scuola, ospedale, negozi, parchi, musei, ecc. – senza la necessità di utilizzare l’automobile. Il modello, soprattutto dopo la pandemia, è stato adottato da numerose città europee, a cominciare da Parigi dove l’ex sindaca Anne Hidalgo ha realizzato nuove piste ciclabili, spazi pedonali e collegamenti con le aree limitrofe proprio per disincentivare l’uso delle quattroruote.

Nel modello "prossimità sostenibile" chi abita in periferia dovrebbe avere l’opportunità di lavorare vicino casa e usufruire di servizi essenziali

L’idea piace e funziona, ma rischia di essere elitaria; non a caso ha trovato applicazione quasi esclusivamente nelle zone centrali delle grandi metropoli, già ricche di servizi. Negli ultimi anni Moreno ha rivisto le sue teorie e oggi più che del numero esatto di minuti preferisce parlare di "prossimità sostenibile". Riferendosi all’Ile-de-France, la grande regione metropolitana attorno a Parigi, ha immaginato un sistema policentrico, una rete di centri urbani interconnessi in cui la mobilità è sempre una scelta e mai una costrizione. Nel modello aggiornato chi abita in periferia dovrebbe avere l’opportunità di lavorare vicino casa e usufruire di servizi essenziali, senza l’obbligo di doversi spostare in centro.

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"Per sviluppare questo nuovo paradigma devono realizzarsi tre condizioni – spiega a lavialibera –. La prima è creare dei servizi di prossimità, quindi serve pensare a spazi che favoriscano l’incontro tra gli abitanti; in ultimo, occorre costruire una rete di trasporto pubblico efficiente. Acquistare e mantenere un veicolo ha costi molto elevati, se le persone potessero spostarsi rapidamente da una parte all’altra della città in molti rinuncerebbero all’auto". La visione di Moreno non può prescindere da una politica pubblica che dia priorità alla qualità della vita e alla sostenibilità ambientale. "L’Europa è il continente che più di altri sta subendo gli effetti del cambiamento climatico e moltissimi studi dimostrano come le polveri sottili prodotte dal traffico veicolare abbiano un forte impatto sulla nostra salute. Il cambio di mentalità è urgente, ma i passi indietro sul Green deal sembrano andare nella direzione opposta".

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