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29 luglio 2026
Nella frazione Maiano di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta (Campania), un bene confiscato alla camorra è stato affidato in gestione alla cooperativa sociale Al di là dei sogni, che dal 2009 coltiva e trasforma i prodotti della terra impiegando persone svantaggiate e fragili attraverso percorsi di inserimento lavorativo.
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Sotto la guida di assistenti sociali, psicologi e psichiatri oggi nella struttura lavorano circa 25 persone, il 60 per cento delle quali sono vittime di abusi sessuali, ex alcolisti, tossicodipendenti, o persone con trascorsi criminali. I terreni e i fabbricati occupano una superficie di 17 ettari – l’equivalente di 24 campi da calcio regolamentari – e appartenevano al clan Moccia di Afragola, un gruppo criminale che a partire dagli anni Sessanta ha investito nell'economia legale, riuscendo ad accumulare un grande patrimonio di aziende e immobili.
Nella struttura lavorano circa 25 persone: il 60 per cento sono vittime di abusi sessuali, ex alcolisti, tossicodipendenti o persone con trascorsi criminali
Nel 1986 i Moccia acquistarono i terreni a un’asta giudiziaria, ma cinque anni dopo arrivò il sequestro, seguito nel 1994 dalla confisca. Nel 1998 il bene – che è intitolato alla memoria di Alberto Varone, imprenditore ucciso nel 1991 per non essersi piegato alla camorra – fu assegnato al comune di Sessa Aurunca, ma bisognerà attendere altri dieci anni per l’affido in comodato d’uso alla cooperativa Al di là dei sogni.
Alberto Varone era un piccolo imprenditore che gestiva un mobilificio nel centro di Sessa Aurunca e, di notte, distribuiva i quotidiani alle edicole della zona. I problemi cominciarono quando il clan dei Muzzoni, affiliato alla Nuova famiglia della camorra, si mise in testa di rilevare la sua attività commerciale, costringendolo a pagare una serie di tangenti.
Alberto Varone era un piccolo imprenditore ucciso nel 1991 per essersi ribellato alla camorra
Fin da subito Varone si oppose alle richieste dei camorristi e per questo subì numerosi atti intimidatori. Il 24 luglio 1991, mentre viaggiava sulla sua auto verso San Nicola, l’imprenditore venne ucciso a colpi di pistola. Dopo l’omicidio, sfidando la paura, la moglie Antonietta Sangermano decise d denunciare i camorristi e ciò portò all’arresto, nel 1994, del boss Mario Esposito. Al processo del 1998 il capoclan dei Muzzoni venne condannato all’ergastolo in quanto ritenuto il mandante dell’omicidio.
Al momento dell’assegnazione il bene versava in condizioni di degrado, battuto dai cacciatori di volatili e trasformato in discarica. Nel 2006 erano stati stanziati finanziamenti per oltre un milione di euro con l’idea di realizzare un canile comunale, idea accantonata con l’ingresso nella gestione della cooperativa Al di là dei Sogni, che presentò un progetto multifunzione che prevedeva la produzione agricola e l’attività zootecnica, l’accoglienza agrituristica, la ristorazione, servizi sociali ed educativi ed eventi.
Nel gennaio del 2009, a lavori di ristrutturazione appena ultimati, delle persone mai identificate si introdussero all’interno nella struttura e la devastarono
Nel gennaio del 2009, a lavori di ristrutturazione appena ultimati, delle persone mai identificate si introdussero all’interno nella struttura e la devastarono. Furono distrutti gli infissi, gli impianti, le porte e gli arredi. Un gesto intimidatorio che però sortì l’effetto opposto: dopo una partecipata manifestazione appoggiata da Libera e dalla rete don Peppe Diana, decine tra soci della cooperativa, giovani di Libera e cittadini presidiarono per quattro mesi, giorno e notte, il bene, cominciando a lavorare nei campi.
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Oggi, oltre all’attività agricola, la cooperativa gestisce un impianto di trasformazione per conserve, prodotti sottolio e confetture a km0, un agriturismo sociale e una fattoria didattica, che organizza incontri con i giovani dedicati ai temi della sostenibilità, dell’ambiente, dell’alimentazione e della legalità. Al di là dei sogni ha nel frattempo aderito del consorzio di cooperative Nco – Nuova cooperazione organizzata – che si pone l’obiettivo di ripristinare i diritti, la dignità e le opportunità delle persone, in particolare di quelle più svantaggiate.
Le terre gestite dalla cooperativa ospitano i campi estivi di Libera e, quest’anno, si è anche tenuto l’appuntamento Giovani di Libere e la formazione nazionale della rete.
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