
A Roma Est continuano a esplodere bombe: 15 da settembre. Dietro, l'ombra dei clan che si riorganizzano



4 novembre 2026
“Qui non abbiamo mai ricevuto minacce alla ‘vecchia maniera’ e nessuno ha incendiato i nostri mezzi, ma abbiamo comunque perso molti lavori. Cambia la sostanza, ma il risultato è sempre lo stesso”. Gisella Mammo Zagarella è l’amministratrice delegata di Calcestruzzi Ericina Libera, la cooperativa nata dalla confisca dell’omonima azienda appartenuta al boss di Cosa nostraVincenzo Virga. Un’impresa sottratta alla mafia e restituita alla collettività, che continua a fare i conti con le difficoltà di operare in un settore inquinato dalle organizzazioni criminali.
A Trapani Cosa nostra si riorganizza
Virga è un personaggio di spicco della mafia siciliana, condannato all’ergastolo per la strage di Pizzolungo (1985), per essere stato il mandante dell’omicidio di Mauro Rostagno (1988) e per l’assassinio dell’agente di polizia penitenziaria Giuseppe Montalto (1995). Fino al primo sequestrato del 1996 (per l’assegnazione definitiva del bene e l’avvio del nuovo corso servirà attendere il 2009) gli imprenditori della zona sono stati costretti ad acquistare il calcestruzzo dall’azienda riconducibile al boss, riconoscendo anche un sovrapprezzo rispetto al quantitativo effettivamente acquistato.
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Come tanti altri beni sottratti alla criminalità organizzata, il percorso di rinascita dell’azienda è stato assai complesso: alle lungaggini burocratiche si è aggiunto il boicottaggio mafioso e il conseguente crollo delle commesse, che ha favorito la concorrenza sleale. “Fin da principio – spiega Mammo Zagarella – abbiamo puntato sul calcestruzzo realizzato attraverso il recupero e il riutilizzo degli inerti riciclati, un prodotto innovativo e sostenibile. Per ostacolare l’attività sparsero la voce che il nostro calcestruzzo era fatto con la monnezza; queste dicerie ci hanno molto penalizzato, anche perché nel frattempo gli altri concorrenti vendevano a un prezzo molto più basso. Ricordo che ero appena arrivata, mi fermavo a osservare l’impianto appena realizzato e pensavo alle persone in cassa integrazione. È stato un periodo di grande tristezza, ma per fortuna non ci siamo fatti prendere dallo sconforto ripartendo per la nostra strada”.
Alle lungaggini burocratiche si è aggiunto il boicottaggio mafioso e il conseguente crollo delle commesse, che ha favorito la concorrenza sleale
La svolta avviene intorno al 2014, quando Mammo Zagarella organizza un seminario dedicato agli aggregati riciclati – materiali ottenuti recuperando gli scarti dei lavori edili – coinvolgendo anche gli ordini professionali. “Da quel momento qualcosa è cambiato e se oggi esistiamo è grazie agli imprenditori puliti che continuano a rifornirsi da noi”.
Oggi Calcestruzzi Ericina Libera impiega 15 persone, ha due impianti a Trapani e Favignana e produce calcestruzzo e aggregati riciclati. Una terza attività è quella del recupero dei rifiuti edili. I soci fondatori della cooperativa sono quasi tutti andati in pensione e c’è stato un importante ricambio generazionale con l’assunzione di giovani del territorio.
“Da qualche anno stiamo molto spingendo sulla sostenibilità, tant’è che il nostro è un calcestruzzo cam, prodotto rispettando i criteri ambientali minimi stabiliti dallo Stato per ridurre le emissioni. Anche sui contratti di lavoro, sul monte orari e sugli straordinari siamo molto rigidi, cercando di creare condizioni il più possibile dignitose per i dipendenti. Riusciamo a essere un’azienda sana, ma non nascondo che è molto faticoso perché la concorrenza si muove in direzione opposta. È capitato di ricevere la visita di qualche giovane che ha chiesto di lavorare con noi. Sono quasi meravigliati che paghiamo i contributi, che lo stipendio viene accreditato rispettando i tempi. In certi casi sono ragazzi che lavorano in aziende simili, che vanno la mattina alle sei e tornano a mezzanotte, senza che sia loro riconosciuto lo straordinario”.
"Sui contratti di lavoro, sul monte orari e sugli straordinari siamo molto rigidi, cercando di creare condizioni il più possibile dignitose per i dipendenti"
Calcestruzzi Ericina Libera ospita di frequente i giovani dei campi estivi di Libera, ma anche universitari e gruppi di ricerca provenienti dall’estero. Oltre a spiegare ai visitatori di cosa si occupa l’azienda, gli incontri sono l’occasione per raccontare il percorso che dalla confisca ha portato al rilancio dell'attività.
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“Chi viene da noi almeno venti minuti di storia la deve sentire – scherza Mammo Zagarella –. Alle ragazze e ai ragazzi spieghiamo che le situazioni di illegalità diffusa continuano a esserci, che a volte chiudere i bilanci in positivo è una sfida e che l’importante è pagare i fornitori e non accumulare debiti. Diciamo pure che fare imprenditoria in Sicilia è possibile, ma serve molta attenzione. Certo, se ci fossero dei controlli mirati si scoprirebbe quello che tutti sanno, ma non sempre, e di questo me ne rammarico, c’è la volontà di far rispettare le regole”.
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