Dobbiamo avere paura della crisi climatica

Alluvioni, siccità e frane si abbattono sull'Italia con sempre maggiore frequenza. Senza contromisure, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche

Michele Lapini

Michele LapiniFotoreporter

30 marzo 2022

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Più di 100 giorni senza pioggia al Nord, temporali violentissimi al Sud. Sono eventi meteorologici estremi, fenomeni che colpiscono territori anche molto vasti e provocano danni ingenti. In Italia, solamente nel 2021, se ne sono verificati 187. È questo il dato sconfortante che emerge dall’ultimo report dell’Osservatorio città clima di Legambiente. In aumento le grandinate e le frane, mentre si contano quasi 100 allagamenti. 

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Le proiezioni per il futuro non promettono nulla di buono: molto dipende dalle politiche di mitigazione che riusciremo (o meno) a mettere in atto. Il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici ha proposto due scenari, che riprendono quelli dell’Ipcc, il gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, fondato nel 1988 dalle Nazioni unite allo scopo di fornire ai decisori basi scientifiche per contrastarlo.

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Nel peggiore dei casi previsti, con la crescita delle emissioni ai ritmi attuali, nel 2100 la temperatura media giornaliera potrebbe superare di cinque gradi i valori medi di riferimento al periodo 1981-2010. Una catastrofe ecologica.

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