Foto di Francesco Sclafani/Unsplash
Foto di Francesco Sclafani/Unsplash

Trentennale stragi: a Palermo si paga ancora il pizzo

Il sistema mafioso è stato scalfito. Il bilancio è positivo nonostante i tradimenti di uomini delle istituzioni e privati che, in nome dell'antimafia, hanno guadagnato posti di potere e denaro

Augusto Cavadi

Augusto Cavadifilosofo consulente

17 maggio 2022

Cosa è cambiato dal maledetto 1992 ad oggi? Molto e poco. È cambiato molto perché tra il maggio e il luglio di quell’anno eravamo prostrati dalla sensazione che davvero non ci fosse più nulla da fare. Invece, adesso, sappiamo che Cosa nostra, in quanto soggetto militare, non è invincibile. I suoi capi di allora sono quasi tutti o sottoterra o sottochiave in una cella e questo destino costituisce – come risulta anche da intercettazioni telefoniche – il più efficace deterrente per le nuove generazioni che esitano a entrare in un’organizzazione che, per la prima volta nella sua storia quasi bicentenaria, non assicura più l’impunità da vivi né solenni funerali religiosi da morti.

La rivista

2022 - numero 14

Trent'anni dopo

A trent'anni dalle stragi di Capaci e di via D'Amelio, lavialibera propone a lettrici e lettori un numero speciale: una riflessione a più voci sugli anni che ci separano dalla morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un antidoto contro la retorica delle celebrazioni

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