Buganda. Foto. Wiki commons
Buganda. Foto. Wiki commons

Francesco Remotti: il potere interrotto è linfa per l'umanità

La caduta dell'autorità genera caos e conflitti, ma è proprio in questo frangente che il popolo esprime le sue potenzialità: i governi muoiono per fare riaffiorare la società

Francesco Remotti

Francesco RemottiProfessore emerito di Antropologia culturale dell'Università di Torino

30 giugno 2023

L’Africa precoloniale era un continente dove non mancavano certo i regni, di ogni tipo e dimensione, ovvero società dotate di un’organizzazione politica solidificata, estesa, pervasiva, con un vertice a cui era riconosciuto un potere superiore a quello che i clan esercitavano localmente. Un potere in grado di condurre le guerre con i regni vicini. Com’è stato rilevato da molti studiosi, un’idea era però diffusa in tutti questi regni: il potere regale non nasce dal basso, dall’interno della società, semmai viene da fuori.

Gli iniziatori della dinastia regale provenivano da altri paesi o territori per poi giungere nel regno a cui avrebbero dato origine. È il caso, per esempio, della dinastia di Kintu per quanto riguarda il regno del Buganda.

In altri casi, questa stessa idea poteva invece rivestire un significato mitologico e persino umoristico, come nel Rwanda, dove si riteneva che coloro che avrebbero assunto il potere regale erano ibimanuka, "caduti dal cielo": precipitati dal cielo sulla terra, avrebbero trovato qui gli abasangwabutaka, appunto "i trovati sulla terra".

Gli iniziatori della dinastia regale provenivano da altri paesi o territori per poi giungere nel regno a cui avrebbero dato origine

Dall’ascesa all’eclissi

La rivista

2023 - numero 22

Economia 'ndranghetista. Altro che locale

Con i criptofonini, i clan della Locride gestivano il narcotraffico internazionale da San Luca, paese di tremila anime arroccato sull'Aspromonte jonico. Tramite il "denaro volante", sistema informale di trasferimento di valore gestito da cinesi, con contatti a Dubai, pagavano la droga ai cartelli sudamericani. Con il beneplacito dei paramilitari, tonnellate di cocaina partivano da Colombia, Brasile e Ecuador per poi raggiungere il vecchio continente grazie agli operatori portuali corrotti dei principali scali europei. L'ultimo numero de lavialibera offre la mappa aggiornata degli affari della 'ndrangheta, così per come l'hanno tracciata le ultime indagini europee, in particolare l'operazione Eureka

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