Il parlamento europeo verrà rinnovato l'8 e il 9 giugno. Foto: Flickr
Il parlamento europeo verrà rinnovato l'8 e il 9 giugno. Foto: Flickr

La politica europea promette di ascoltare la scienza

Firmato oggi a Roma l'accordo pre-elettorale europeo su clima e biodiversità. Solo Identità e Democrazia, il gruppo cui aderisce la Lega, ha rifiutato. Intanto, il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin dà il via libera alla costituzione in Italia del Consiglio scientifico clima e ambiente

Redazione <br> lavialibera

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5 giugno 2024

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Ascoltare la scienza per arrivare a soluzioni politiche efficaci su clima e biodiversità: è questo l’impegno assunto prima delle elezioni da quasi tutte le famiglie politiche europee presenti a Strasburgo – a eccezione di Identità e Democrazia, di cui fa parte la Lega di Salvini –. L'accordo è stato siglato oggi, 5 giugno, a Roma, presso la sede del Consiglio nazionale delle ricerche. Nella stessa occasione, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato di aver dato il via libera all’iter per la costituzione in Italia di un Consiglio scientifico clima e ambiente. Secondo il fisico del clima Antonello Pasini, coordinatore del comitato scientifico “La scienza al voto”, che è all'origine del progetto The Venice Dialogue di cui l'accordo costituisce una tappa, questo gesto apre alla speranza che "nonostante le divergenze sulle soluzioni, si può condividere il rispetto per gli obiettivi scientifici e trovare un terreno comune a tutti nella lotta alla crisi crimatica e ambientale". 

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I contenuti dell’accordo

Le famiglie politiche europee che hanno sottoscritto l’accordo in tutte le sue parti sono il Partito Popolare Europeo, Socialisti e Democratici, Verdi, Sinistra, lo hanno fatto in modo parziale Renew Europe, Conservatori e Riformisti Europei, mentre non ha del tutto aderito Identità e Democrazia. Tra i punti dell'accordo c'è la creazione di organismi consultivi scientifici nazionali. "Quella di costituire organi consultivi nazionali su clima e ambiente è una raccomandazione che viene dalla Legge sul clima europea" spiega Roberto Barbiero, vicepresidente della Società italiana per le Scienze del Clima, tra i promotori dell'iniziativa.

il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato di aver dato il via libera all’iter per la costituzione in Italia di un Consiglio scientifico clima e ambiente.

Questi i punti dell'accordo pre-elettorale:

  • la necessità di tenere fermi gli obiettivi di decarbonizzazione e tutela delle biodiversità che la ricerca scientifica ha indicato, per impedire al nostro continente di inseguire emergenze sempre più grandi, che priverebbero i cittadini europei di risorse fondamentali e della libertà stessa di scegliere il proprio futuro – conservando quindi il ruolo faro dell’Unione Europea nei nuovi mercati internazionali della transizione verso un equilibrio con il mondo naturale che ci sostiene;
     
  • essere aperti a discutere e anche dividersi sugli strumenti adatti a raggiungere gli obiettivi, in modo da individuare quelli con il miglior rapporto tra efficacia scientificamente fondata e impatto sui cittadini, ma anche quelli più vicini ai diversi valori che le famiglie politiche europee incarnano;
     
  • le forze poltiche accolgono l’offerta di aiuto proveninete dalla comunità scientifica, che è pronta ad indicare il più ampio raggio possibile di strumenti scientificamente fondati per affrontare la crisi del clima e della biodiversità e a raccomandare la tempistica degli obiettivi intermedi necessari al rispetto di quelli finali;

Per proseguire su questa strada, le famiglie politiche si impegnano a interagire con l’European advisory board on climate change (l’organismo indipendente che fornisce all'Ue conoscenze scientifiche, competenze e consulenza in materia di cambiamenti climatici) e rafforzare gli organi nazionali, assicurando maggiore indipendenza e competenza. Secondo Pasini, “in questo modo non solo si scongiura il greenwashing, ma diamo la possibilità alla comunità scientifica di fornire dati e strumenti che poi diventeranno soluzioni”. 

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Le dichiarazioni alla firma dell’accordo 

Dopo la firma, sono arrivati i commenti dei segretari o dei portavoce delle famiglie politiche. Giacomo Filibeck, a nome del partito socialista europeo, “si augura di continuare a mantenere uno stretto rapporto con gli organismi scientifici consultivi e accoglie con favore l’istituzione e il lavoro del Comitato consultivo europeo sul cambiamento climatico” portando avanti come priorità la questione dell’emergenza ecoambientale. 

Per Benedetta De Marte, segretaria generale dei verdi europei, “un’azione rapida per il clima, attraverso investimenti nei trasporti pubblici, nella ristrutturazione delle case e nei lavori verdi, è la base per una società più equa e più sana che rispetti i confini del pianeta”.
“Il cambiamento climatico – sottolinea Nicola Procaccini, co-capogruppo dei conservatori e riformisti europei – è una realtà innegabile che deve essere affrontata a livello scientifico, non ideologico”.
L’intervento di Manon Aubry e Martin Schirdevan, capigruppo della sinistra al parlamento europeo, chiude a ogni tipo di fraintendimento: “La scienza non è un’opinione. La scienza non è una scelta discrezionale. La scienza è una base indispensabile per il pubblico processo decisionale e il gruppo della Sinistra al Parlamento europeo si impegna ad ascoltare, rispettare e proteggere gli scienziati”.

In Italia, al via il Comitato scientifico clima e ambiente

Già nel 2022, un gruppo di scienziati del clima e dell’ambiente aveva lanciato il progetto “Scegliamo il futuro”, proponendo un nuovo quadro istituzionale. La proposta, ferma in commissione ambiente da un anno, ha avuto un'improvvisa accelerazione a pochi giorni dal voto europeo

L’evento è stato anche il momento in cui il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin ha dato il via all’iter parlamentare per la costituzione del Consiglio scientifico clima e ambiente, che va nella direzione auspicata anche dall’accordo europeo e segue l’esempio di altri Paesi come l’Haut Conseil pour le Climat francese, Expertenrat für Klimafragen in Germania e il Climate Change Committee nel Regno Unito. Già nel 2022, un gruppo di scienziati del clima e dell’ambiente aveva lanciato il progetto “Scegliamo il futuro”, proponendo un nuovo quadro istituzionale. La proposta, ferma in commissione ambiente da un anno, ha avuto un'improvvisa accelerazione a pochi giorni dal voto europeo. Soddisfatti gli scienziati che lo hanno proposto. “Il primo passo è stato fatto – conclude Pasini – ma tutti insieme, scienziati, cittadini, giornalisti, hanno poi il compito di monitorare che le promesse vengano mantenute”. 

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