
Oppioidi sintetici, keta e coca. L'Agenzia Ue sulle droghe denuncia i trend e i pericoli nei consumi



1 giugno 2026
Nel marzo 2023 il consiglio dell’Unione europea ha approvato il regolamento che avrebbe dovuto vietare, dal 2035, la vendita di automobili con motore termici (benzina, diesel, gpl e metano), con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 e la dipendenza energetica dai combustibili fossili. Inoltre, con la messa al bando dei propulsori tradizionali, Bruxelles puntava ad accelerare la transizione verso la mobilità elettrica, favorendo gli investimenti in nuove tecnologie e infrastrutture di ricarica. Un progetto ambizioso che ha iniziato a incrinarsi sotto la pressione dell’industria automobilistica e di alcuni Stati membri, tra cui Germania e Italia, fino a quando nel dicembre 2025 la commissione europea ha deciso di modificare il regolamento, “ammorbidendo” l’impianto originario.
Cop30, l'impegno europeo tradito dal passo indietro sulle auto
La scadenza del 2035 resta formalmente in vigore, ma è caduto il divieto assoluto di vendita dei motori tradizionali, che resteranno in commercio a condizione che rispettino i limiti sulle emissioni: non più come prevedeva il testo originario l’azzeramento totale della CO2, ma una riduzione del 90 per cento rispetto ai livelli di riferimento del 2021. In pratica, sarà possibile produrre veicoli con propulsori alimentati da carburanti sintetici, biofuel – ottenuti da rifiuti organici e biomasse – e idrogeno, nonché affinare le tecnologie ibride già in commercio, come i motori plug-in hybrid e i range extender: nei plug-in il motore termico e quello elettrico possono entrambi azionare le ruote, nei secondi il motore a combustione interna funziona soltanto da generatore per ricaricare il sistema elettrico, che fa muovere il veicolo.
Colossi come Volkswagen, Mercedes e Bmw sono in notevole ritardo rispetto ai concorrenti cinesi, che propongono veicoli a zero emissioni a prezzi che gli europei non riescono a eguagliare
Diventare un lettore registrato de lavialibera.it non ti costa nulla e ha molti vantaggi. Avrai accesso a contenuti inediti dedicati e riceverai le nostre newsletter: ogni sabato la raccolta degli articoli della settimana, ogni seconda domenica del mese, un approfondimento su spazi di educazione e disobbedienza civile e ogni terza domenica del mese, la rassegna stampa estera a cura di Libera Internazionale.
Registrati ora!Se sei giá registrato clicca qui per accedere e leggere l'articolo
Mentre in Europa il Green deal è sotto assedio, e le destre spingono per smontarlo pezzo dopo pezzo, dall'altra parte del mondo, diverse nazioni europee partecipano al gruppo di cinquantasette paesi "volenterosi" che si sono riuniti a Santa Marta, in Colombia, per avviare una reale uscita dal fossile