La pista ciclabile sul Queen Louise's bridge, che attraversa il fiume Neman al confine russo-lituano (Wikimedia Commons)
La pista ciclabile sul Queen Louise's bridge, che attraversa il fiume Neman al confine russo-lituano (Wikimedia Commons)

La vera rivoluzione è rinunciare all'auto, ma pochi paesi investono sul trasporto pubblico

Il dibattito europeo si concentra sulla transizione dai motori termici a quelli elettrici, ma nessuna tecnologia è a impatto zero. La sfida è ripensare la mobilità, senza creare disuguaglianze

Marco Panzarella

Marco PanzarellaRedattore lavialibera

1 giugno 2026

Nel marzo 2023 il consiglio dell’Unione europea ha approvato il regolamento che avrebbe dovuto vietare, dal 2035, la vendita di automobili con motore termici (benzina, diesel, gpl e metano), con l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 e la dipendenza energetica dai combustibili fossili. Inoltre, con la messa al bando dei propulsori tradizionali, Bruxelles puntava ad accelerare la transizione verso la mobilità elettrica, favorendo gli investimenti in nuove tecnologie e infrastrutture di ricarica. Un progetto ambizioso che ha iniziato a incrinarsi sotto la pressione dell’industria automobilistica e di alcuni Stati membri, tra cui Germania e Italia, fino a quando nel dicembre 2025 la commissione europea ha deciso di modificare il regolamento, “ammorbidendo” l’impianto originario.

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La scadenza del 2035 resta formalmente in vigore, ma è caduto il divieto assoluto di vendita dei motori tradizionali, che resteranno in commercio a condizione che rispettino i limiti sulle emissioni: non più come prevedeva il testo originario l’azzeramento totale della CO2, ma una riduzione del 90 per cento rispetto ai livelli di riferimento del 2021. In pratica, sarà possibile produrre veicoli con propulsori alimentati da carburanti sintetici, biofuel – ottenuti da rifiuti organici e biomasse – e idrogeno, nonché affinare le tecnologie ibride già in commercio, come i motori plug-in hybrid e i range extender: nei plug-in il motore termico e quello elettrico possono entrambi azionare le ruote, nei secondi il motore a combustione interna funziona soltanto da generatore per ricaricare il sistema elettrico, che fa muovere il veicolo.

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