Foto di H. Tong/Unsplash
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Pfas nelle fragole. L'ong denuncia: "Le autorità europee non tutelano i nostri figli"

Il nuovo report di Pesticide action network denuncia che le fragole coltivate in undici paesi europei contengono pesticidi tossici. Nei campioni italiani riscontrati interferenti endocrini, tra cui i pfas

Laura Fazzini

Laura FazziniGiornalista

7 luglio 2026

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Le fragole sono tra i frutti preferiti dai bambini e molti pediatri le consigliano perché contengono vitamina C e antiossidanti. Peccato, però, che in molti paesi europei questi frutti vengano trattati con pesticidi, alcuni dei quali contenenti pfas, le sostanze perfluoroalchiliche tossiche per l'ambiente e la salute umana. Lo rivela la ong Pesticide action network (Pan) nel suo ultimo rapporto. "Ciò che desta grande preoccupazione è che i pesticidi identificati sono tra i più tossici venduti nell'Ue: le persone sono esposte a un mix di pfas, interferenti endocrini o pesticidi neurotossici attraverso il cibo – afferma il dottor Martin Dermine, direttore esecutivo di Pan Europe –. Le nostre autorità di regolamentazione non riescono a proteggere i cittadini, in particolare i nostri figli".

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Tra il 29 aprile e il 2 giugno 2026 sono stati raccolti 41 campioni di fragole provenienti da agricoltura convenzionale, quattro campioni da agricoltura biologica e un campione etichettato come privo di pesticidi in Austria, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna. In tutti i campioni sono state riscontrate tracce di pesticidi, con la maglia nera che è andata alle fragole coltivate in Belgio, contenenti nove tipi di composti diversi. A seguire, Ungheria e Slovenia con otto pesticidi e Irlanda con sette.

In tutti i campioni europei sono state riscontrate tracce di pesticidi, con la maglia nera che è andata alle fragole coltivate in Belgio

Il dossier riporta soltanto i risultati superiori al limite di quantificazione (Loq), ovvero 10 μg/kg, mentre non sono stati presi in considerazione i campioni contenenti residui compresi tra il limite di rilevabilità (Lod) e il Loq. In altre parole, la concentrazione di pesticidi presente nei campioni di fragole positivi non può essere considerata una semplice traccia.

L’Italia e i pfas

Greenpeace Italia ha collaborato alla redazione del dossier, acquistando i frutti rossi nei punti vendita della grande distribuzione in Basilicata, Campania e Lazio. Dei cinque campioni italiani solo uno è risultato privo di pesticidi, mentre negli altri quattro sono emersi valori elevati di sostanze pericolose. Un campione è arrivato perfino a trattenerne sei: tre pesticidi contenenti pfas, due con sostanze candidate alla sostituzione (CfS) e un pesticida neurotossico.

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Per le fragole, dal 2009, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) impone il limite, per i bambini fino agli otto anni, di 0,01 microgrammi per chilo corporeo di pesticidi, ma dalla ricerca si evince che quando i genitori italiani offrono questi frutti ai loro figli, per quattro campioni su cinque raccolti, li espongono a residui di pesticidi 60 volte superiori al limite consentito. In particolare, tra le sostanze nocive spicca il fludioxonil, un pesticida pfas classificato come interferente endocrino, presente nell’elenco dei pesticidi più tossici dell’Unione europea. Il fluodioxonil è molto utilizzato in Italia, soprattutto in Alto Adige per la coltivazione delle mele.

Pesticidi, limiti e pressioni politiche

Nel 2005 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare è stata incaricata di elaborare una metodologia per valutare il rischio di esposizione a residui multipli e simultanei di pesticidi presenti negli alimenti. Un metodo che però non è mai stato ultimato, nonostante le pressioni degli Stati membri. Dal 2009 i pesticidi sono regolamentati da normative europee, che puntano a una graduale riduzione del loro utilizzo.

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Dal 2011, ad esempio, è vietato l’uso di sostanze che alterino il sistema endocrino, come quelle contenenti i pfas riscontrati nelle fragole italiane, mentre dal 2018 l’industria dei pesticidi è tenuta a fornire informazioni scientifiche sulle potenziali proprietà di alterazione del sistema endocrino delle sostanze prodotte e immesse nell’ambiente.

Dal 2011 è vietato l’uso di sostanze che alterino il sistema endocrino, come quelle contenenti i pfas riscontrati nelle fragole italiane

Malgrado queste linee guida, in Europa il processo di revisione dei pesticidi avviato dalla commissione agricoltura continua a subire forti pressioni. "Anziché assecondare gli interessi dell'industria dei pesticidi, la Commissione europea, il Parlamento e il Consiglio dovrebbero concentrarsi su una migliore attuazione delle norme esistenti, anziché indebolirle. Alla luce di questi risultati, l'attuale proposta Omnibus sulla sicurezza alimentare e dei mangimi presentata dalla Commissione e gli emendamenti discussi al Parlamento e al Consiglio rappresentano uno scandalo e un tradimento nei confronti dei cittadini, in particolare dei gruppi vulnerabili come i bambini e le donne in gravidanza", aggiunge il direttore Dermine. Secondo Simona Savini, della campagna Agricoltura di Greenpeace Italia, due parlamentari italiani – l’altoatesino Herbert Dorfmann (del partito Epp/Südtiroler Volkspartei) e Michele Picaro (Ecr/Fratelli d'Italia) – hanno assunto sull’argomento una posizione “fortemente schiacciata su quella dell'agroindustria, che chiede sempre minori limiti all'utilizzo dei pesticidi”. 

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Nonostante le evidenze scientifiche suggeriscano la necessità di un cambio di rotta timidamente avviato con il Green deal, che fissava un limite di riduzione del 50 per cento dell'uso dei pesticidi in Europa, “tale approccio – continuano dalla ong – è stato fortemente contrastato dal governo Italiano, tra gli Stati europei che spingono maggiormente per una deregulation dell'uso dei fitosanitari”.

I pesticidi pfas e gli esempi virtuosi

Il dossier di Pesticide action network indica che Il 58 per cento delle fragole convenzionali contiene almeno un pesticida pfas e in alcuni casi, in un unico frutto, sono stati rilevati fino a tre pesticidi pfas (un campione belga, uno francese e uno italiano). I pesticidi contenenti pfas costituiscono un gruppo di circa 30 sostanze attive che figurano tra i pesticidi più tossici approvati dall’Ue, ma al tempo stesso sono tra i preferiti dagli agricoltori per la loro efficacia, dovuta in parte alla lunga persistenza nell’ambiente.

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Tutti questi composti una volta immessi in ambiente si spezzettano in pfas più piccoli come il Tfa (acido trifluoroacetico), classificato dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) come tossico per la riproduzione, in quanto avrebbe effetti negativi sulla fertilità e danneggerebbe lo sviluppo del feto.

I pesticidi più tossici approvati dall’Ue sono anche quelli preferiti dagli agricoltori per la loro efficacia, dovuta in parte alla lunga persistenza nell’ambiente

Non mancano per fortuna gli esempi virtuosi. L’Olanda, ad esempio, negli ultimi tre anni ha avviato una graduale riduzione dei pesticidi sintetici, stimolando gli agricoltori a sostituirli con metodi di controllo biologico degli insetti, trattamenti con raggi UV-C contro le malattie fungine e altre tecniche di protezione integrata delle colture. I risultati sono incoraggianti, tant’è che i campioni analizzati mostrano i valori più bassi dell’intero dossier, a dimostrazione che un’alternativa naturale ai pesticidi esiste ed è percorribile su larga scala.

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