Livigno, aprile 2026. Foto: N. Sclippa
Livigno, aprile 2026. Foto: N. Sclippa

Trasparenza sulle Olimpiadi Milano-Cortina, al parlamento arrivano solo le briciole

Tre pagine, per un solo incontro in tutto il 2025: è questo il contenuto della relazione presentata dal ministro dello Sport Abodi per rendicontare il lavoro dell'ente che avrebbe dovuto garantire trasparenza sulla pianificazione dei Giochi invernali 2026

Natalie Sclippa

Natalie SclippaRedattrice lavialibera

6 agosto 2026

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Poco e tardi. È di sole tre pagine il documento inviato dal ministro dello Sport Andrea Abodi al parlamento per rendicontare l’operato del 2025 del Consiglio olimpico congiunto, organismo che mette insieme tutti gli enti coinvolti nei Giochi invernali Milano-Cortina 2026. La relazione è stata presentata il 23 luglio, sforando la data di consegna del 30 giugno ed è stata assegnata alla commissione cultura solo il 28 luglio.

Lavialibera ha chiesto l’atto al ministero dello Sport e al Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) ed è riuscita a visionare in esclusiva i contenuti. 

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Cos’è il consiglio olimpico congiunto e la prima (e ultima) relazione prima dei Giochi olimpici 

Partiamo dall’inizio. Nel dossier di candidatura alle Olimpiadi era prevista la costituzione di un Consiglio olimpico congiunto incaricato "della supervisione al massimo livello dei Giochi", con il "mantenimento dei massimi standard di trasparenza e rendicontazione in tutti gli aspetti della pianificazione".

Il Consiglio olimpico congiunto è stato incaricato "della supervisione al massimo livello dei Giochi", con il "mantenimento dei massimi standard di trasparenza e rendicontazione in tutti gli aspetti della pianificazione"

E anche nel decreto iniziale sulla manifestazione, datato 2020, si faceva riferimento a questo organo, i cui impegni sarebbero iniziati nel 2022, tre anni dopo la nascita della Fondazione Milano Cortina 2026 e un anno dopo la costituzione di Società infrastrutture Milano-Cortina (Simico). Il 30 marzo 2022 l’allora sottosegretaria con delega allo Sport Valentina Vezzali aveva firmato il decreto dell’istituzione del Consiglio, composto da 15 enti, tra ministeri, regioni, province, comuni interessati dai Giochi, società sportive, Fondazione e Simico. A questa lista si era poi aggiunto anche un membro del ministero del Turismo. 

Entro trenta giorni da quella data si sarebbero dovuti nominare i componenti, trenta giorni che si sono trasformati in due anni, come ha scoperto lavialibera nell’inchiesta “Giochi insostenibili” pubblicata a luglio 2025.
Qualche settimana dopo, siamo entrati in possesso della prima relazione (che è stata anche l’ultima pubblicata prima dei Giochi), composta da diciotto pagine, di cui dieci solo di l’intestazione, di riferimenti ai decreti di istituzione e di convocazione della prima seduta.

Nelle conclusioni riportate dal portavoce Massimiliano Atelli si auspicava per il 2025 “la piena attuazione delle funzioni di indirizzo e alla preparazione della relazione conclusiva post-Giochi, secondo un approccio fondato su responsabilità, evidenza documentale e trasparenza istituzionale”

Nelle conclusioni riportate dal portavoce Massimiliano Atelli si auspicava per l’anno successivo “la piena attuazione delle funzioni di indirizzo e alla preparazione della relazione conclusiva post-Giochi, secondo un approccio fondato su responsabilità, evidenza documentale e trasparenza istituzionale”, rappresentando quello della rendicontazione finale “un momento di sintesi avanzata non solo dell’attuazione tecnica del programma, ma anche della sua percezione pubblica e istituzionale”.

Una promessa che non trova corrispondenza con i contenuti del documento redatto quest’estate. 

La relazione del 2025: un solo incontro per prepararsi a Milano-Cortina

Le diciotto pagine che già sembravano un contentino per il parlamento sono diminuite ulteriormente nelle tre pagine consegnate alle camere a metà luglio 2026.
Saltate l’intestazione, il numero e il nome dei componenti e tutte le regole formali per la restituzione pubblica. Il documento che lavialibera ha ottenuto in esclusiva dal ministero dello Sport il 29 luglio è la restituzione dei contenuti dell’unico incontro svolto dal Consiglio nel 2025, a inizio febbraio.

Il documento che lavialibera ha ottenuto in esclusiva dal ministero dello Sport il 29 luglio è la restituzione dei contenuti dell’unico incontro svolto dal Consiglio nel 2025, a inizio febbraio

La prima parte è dedicata all’inquadramento normativo, dove si specifica che il Consiglio “si riunisce ogni volta che sia necessario e, comunque, almeno una volta ogni tre mesi” ed “è rappresentato da un portavoce”, di cui però non si esplicita il nome, a differenza della relazione precedente.

Il paragrafo successivo riguarda il profilo funzionale, dove viene riportato che “l’attività del 2025 si è concentrata sull’esame della procedura di valutazione ambientale strategica (Vas) del programma per la realizzazione dei Giochi”. Per sottolineare l’importanza di questa fase, subito dopo si legge: “Il tema assume rilievo trasversale poiché riguarda, oltre alla conformità ambientale, la qualità del processo decisionale, la trasparenza della programmazione e il raccordo tra la Fondazione Milano Cortina 2026, le regioni e le province autonome coinvolte”.

“Il tema assume rilievo trasversale poiché riguarda, oltre alla conformità ambientale, la qualità del processo decisionale, la trasparenza della programmazione e il raccordo tra la Fondazione Milano Cortina 2026, le regioni e le province autonome coinvolte”

"Nota incontro Consiglio Olimpico Congiunto del 5 febbraio 2025", trasmessa dalla Direttrice Sustainability Gloria Zavatta, in data 11 febbraio 2025, e della “Relazione di sintesi al Consiglio Olimpico Congiunto delle attività svolte nel 2025 della Fondazione Milano Cortina 2026", trasmessa dalla CEO's Assistant Cinzia Accomero della Fondazione Milano Cortina 2026, in data 8 luglio 2026.
Il Consiglio, in quella sede, ha preso atto del Programma aggiornato. 

Ecco che arriviamo, finalmente, ai contenuti della Valutazione ambientale strategica (Vas), avviata ad aprile 2023. “La VAS – si legge – ha riguardato il Programma per la realizzazione dei Giochi, inteso quale insieme delle attività e degli interventi organizzativi necessari all'evento olimpico e paralimpico.” Subito dopo si specifica: “Sono rimaste escluse le opere permanenti già assoggettate a valutazione ambientale nell'ambito di altri strumenti di pianificazione o di specifici procedimenti autorizzativi”. Di queste opere non viene menzionata l’entità numerica o le dimensioni (e, di conseguenza, il loro possibile impatto). 

Dalla Valutazione ambientale strategica sono rimaste escluse le opere permanenti già assoggettate a valutazione ambientale nell'ambito di altri strumenti di pianificazione o di specifici procedimenti autorizzativi

Le conclusioni riassumono i desideri e le promesse, rimarcando due aspetti. Il primo è che la fine “della procedura VAS ha segnato il passaggio dalla fase valutativa alla fase di monitoraggio dell'attuazione del Programma”.

Il secondo riguarda “l’impegno [di Fondazione Milano-Cortina] a fornire aggiornamenti periodici sullo stato di avanzamento delle attività e sull’attuazione delle misure previste”, mentre gli enti pubblici si prendevano carico degli “adempimenti di propria competenza”. Evidentemente, se ci sono stati, gli ulteriori scambi non sono avvenuti all’interno della cornice istituzionale – e rendicontata –  del Consiglio olimpico congiunto

Evidentemente, se ci sono stati, gli ulteriori scambi non sono avvenuti all’interno della cornice istituzionale – e rendicontata – del Consiglio olimpico congiunto

La parte più interessante forse arriva proprio nelle ultime righe, con quella che pare un’ammissione. All’inizio del paragrafo si riferisce che “l'impostazione è coerente con le linee programmatiche individuate nella relazione relativa al 2024, che avevano posto l'accento sul monitoraggio sistematico, sulla sostenibilità, sulla legacy, sull'impatto economico-sociale e sulla trasparenza degli strumenti informativi”.

Ma subito dopo, la chiosa mette in luce le discrepanze tra promesse e realtà. “La documentazione attualmente disponibile non consente, tuttavia, di riferire specifiche ulteriori determinazioni collegiali adottate dal COC nel corso del 2025 su tali linee di attività”.

Per saperne di più, forse, servirà aspettare un altro anno.

La strada in salita per ottenere trasparenza sul Consiglio olimpico congiunto

Ricostruire tutto questo non è stato semplice. Per avere accesso a dati e informazioni sul lavoro del Consiglio abbiamo inviato al Coni una richiesta di accesso civico nei primi giorni di luglio. Secondo il decreto di istituzione, l’atto avrebbe dovuto essere consegnato entro il 30 giugno.

Il 15 luglio, l’avvocata Chiara Mirabella, responsabile dell’ufficio legale e contenziosi del Coni, ci has risposto che il documento era stato pubblicato sul sito istituzionale del Senato o della Camera dei Deputati tra i documenti non legislativi. Al link, però, si menzionava solamente quello precedente, pubblicato nel 2025 sui lavori del 2024.

Il 15 luglio, l’avvocata Chiara Mirabella, responsabile dell’ufficio legale e contenziosi del Coni, ci has risposto che il documento era stato pubblicato sul sito istituzionale del Senato o della Camera dei Deputati tra i documenti non legislativi. Al link, però, si menzionava solamente quello precedente, pubblicato nel 2025 sui lavori del 2024

Alla nostra richiesta di riesame della pratica, il 28 luglio Mirabella fa sapere a lavialibera che “come comunicatomi dalla Segreteria Generale, nel corso del 2026, a questo Comitato non è mai pervenuta alcuna convocazione di riunioni del consiglio olimpico congiunto. Pertanto, il CONI non è a conoscenza di nessuna relazione riguardante l'anno 2025”.
In quei giorni compare l’informazione che Abodi, il 23 luglio, ha consegnato la relazione e proprio il 28 è stata trasmessa  alla Commissione cultura.

6 agosto 2026. Elenco dei documenti non legislativi.
6 agosto 2026. Elenco dei documenti non legislativi.

Il giorno dopo, arriva la risposta del ministero dello Sport, con allegata la relazione di tre pagine e due lettere del ministro Abodi indirizzate al presidente del Senato Ignazio La Russa e a quello della Camera Lorenzo Fontana.

Arriva, infine, la risposta al riesame dal Coni, che nel rispondere ai nostri solleciti confermava che, con la mail ricevuta dal ministero, “l’istanza risulta integralmente soddisfatta”.

Nel momento in cui pubblichiamo questo articolo, all’interno della pagina del Senato dedicata ai documenti non legislativi compare solamente il titolo che segnala l’esistenza della relazione, senza il pdf scaricabile dell’unico atto che avrebbe dovuto rendere conto al parlamento dell’andamento generale delle Olimpiadi.

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