Sit-in di protesta in piazza Montecitorio dei movimenti Italiani senza cittadinanza e L'Italia sono anch'io. A. Cristini
Sit-in di protesta in piazza Montecitorio dei movimenti Italiani senza cittadinanza e L'Italia sono anch'io. A. Cristini

Cittadinanza, vogliamo una legge basata sulla realtà

Nel 2022 la legge per l'acquisizione della cittadinanza italiana compirà trent'anni ma ne dimostra già cento per i principi su cui è fondata. Nel frattempo, dall'elezione a Rimini di un sindaco iraniano alla serie tv Zero, l'Italia è diventata un Paese diverso

Paula Baudet Vivanco

Paula Baudet Vivancoattivista del movimento Italiani senza cittadinanza

10 dicembre 2021

Nel 2022 la legge per l’acquisizione della cittadinanza italiana compirà trent’anni ma ne dimostra già cento per i principi su cui è fondata. Una legge, la 91 del 1992, così antiquata da celebrare discendenti italiani radicati a migliaia di chilometri dal nostro Paese, ma incapace di riconoscere chi, pur avendo origini straniere, cresce o è cresciuto nelle città italiane. In questi 30 anni l’Italia è cambiata. Non si può più dire che i genitori immigrati e i figli dai passaporti stranieri rappresentino una novità visto che hanno superato i cinque milioni e nelle scuole italiane sono 877mila gli alunni “stranieri”, uno su dieci.

Non è un caso che nel 2021 sia stato eletto a Rimini un sindaco di origine iraniana o che abbia esordito Zero, la prima serie tv italiana basata sul libro di uno scrittore italiano nero che ha per protagonisti soprattutto giovani di origine straniera. O, ancora, che finalmente ai premi David di Donatello per il cinema italiano potranno partecipare nelle categorie cortometraggi e documentari anche autrici e autori che qui risiedono ma che hanno passaporti stranieri. Sono solo alcune delle ultime notizie che fotografano un Paese che è andato avanti, ma dove le leggi nazionali su immigrazione e cittadinanza – che dovrebbero servire a regolamentare e accompagnare la realtà in trasformazione – si dimostrano inadeguate. Così come inadeguato è chi quelle leggi potrebbe migliorarle, ma siede in Parlamento immobile o addirittura avverso.

Sono 877mila le studentesse e gli studenti “stranieri” in Italia, il 10,3% della popolazione scolastica. Un numero cresciuto del 23,4% dal 2010/2011 al 2019/2020 (+ 166 mila alunni). La stragrande maggioranza (il 65,4%) è nata in Italia.
Nel 45,4% dei casi la nazionalità è europea, seguono gli studenti di provenienza o origine africana (26,1%) e asiatica (20,5%)ministero dell'Istruzione, 2021

lavialibera sotto l'albero:

3 box regalo per festeggiare informati

La newsletter de lavialibera

Ogni sabato la raccolta degli articoli della settimana, per non perdere neanche una notizia. 

Ogni prima domenica del mese un approfondimento speciale, per saperne di più e stupire gli amici al bar