Una nave portacontainer nel porto di Amburgo (Julius Silver/Pexels)
Una nave portacontainer nel porto di Amburgo (Julius Silver/Pexels)

Porti d'Europa: moli di coca

Dall'America Latina al Mar del Nord, fin dentro l'Europa. I sequestri di cocaina si concentrano nei porti settentrionali, efficienti e rapidi anche per i narcotrafficanti. I gestori: "La lotta alla criminalità non è di competenza dell'autorità portuale"

Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

Davide Romanelli

Davide RomanelliGrafico

23 dicembre 2022

A settembre, in Belgio, la scorta del ministro della giustizia Vincent Van Quickenborne è stata aumentata perché quattro uomini volevano rapirlo. Nello stesso periodo in Olanda è cresciuta la protezione di Caterina Amalia di Orange-Nassau, 19nne erede al trono, e del primo ministro Mark Rutte. Per gli investigatori, sono tutti nel mirino dei narcotrafficanti: i sospetti cadono sulla cosiddetta Mocro maffia, mafia di origine marocchina, in questo caso un gruppo di olandesi di origine straniera, già ritenuto responsabile di sequestri, pestaggi e omicidi. Negli ultimi anni, Belgio e Olanda sono diventati snodi centrali nel traffico internazionale di cocaina, come dimostrano le decine di tonnellate sequestrate nei porti di Rotterdam (42) e Anversa (69).

Monopoli finiti. Ora nuove alleanze

Le 213 tonnellate di cocaina sequestrate in Europa sono soltanto una frazione di quelle sequestrate nel mondo: 1.424

Nel 2020, nonostante la crisi innescata dal Covid nel settore marittimo, in Europa sono state sequestrate 213 tonnellate di cocaina, cifra che supera i record degli scorsi anni (erano 202 nel 2019), ma che è solo una frazione del mercato globale: nello stesso anno nel mondo ne sono state bloccate 1.424 tonnellate. Più della metà dei sequestri europei è avvenuta nei due Stati. "Il traffico di coca – spiega Laurent Laniel, analista dell’Osservatorio europeo sulle droghe e sulle tossicodipendenze (Oedt) – è diventato un’attività transnazionale che funziona per reti, mentre prima era in mano ai cartelli colombiani retti in maniera padronale (come quello di Medellin guidato da Pablo Escobar, ndr). La lotta ha indebolito questi gruppi e ora i clienti – soprattutto 'ndrangheta e cartelli messicani – danno ordini per la produzione e il trasporto, che devono essere meno cari, più rapidi e sicuri".

La rivista

2022 - numero 18

Oltre le convenzioni

Nel dicembre del 2000, a Palermo veniva firmata la Convenzione Onu contro il crimine organizzato transnazionale, presentata in termini trionfalistici come una svolta nella lotta ai fenomeni mafiosi in tutto il mondo. Ma cosa è cambiato da allora? Qual è lo stato dell'arte in fatto di contrasto ai traffici illeciti globali?

Oltre le convenzioni
Vedi tutti i numeri

La newsletter de lavialibera

Ogni sabato la raccolta degli articoli della settimana, per non perdere neanche una notizia. 

Ogni prima domenica del mese un approfondimento speciale, per saperne di più e stupire gli amici al bar