

Dovevano essere i Giochi olimpici più sostenibili di sempre, dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Molto presto le Olimpiadi e paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si sono rivelate un'occasione persa, riproponendo quel modello che, nel nome della velocità e dell’efficienza, non accoglie le richieste delle comunità coinvolte, accelera la burocrazia, sorvola sulla trasparenza e commissaria opere infrastrutturali dirottando milioni di euro destinati ad altri scopi.
A lavialibera non abbiamo aspettato l'arrivo della torcia olimpica per fare luce su quanto stava accadendo. Il nostro primo articolo sul tema, ad esempio, risale all’estate 2020 e raccontava una passeggiata di denuncia delle associazioni ambientaliste sui siti dei futuri Giochi. Da allora, anche grazie alla collaborazione con il progetto Open Olympics 2026 avviato da Libera e altre 20 associazioni, abbiamo dedicato molte energie al tema. Abbiamo incontrato e dato voce alla società civile che vive quei territori, guardando con i nostri occhi cosa stava avvenendo nelle valli e a Milano. Abbiamo cercato e trovato documenti inediti per dimostrare le mancate promesse della politica e delle istituzioni.
Il 6 febbraio si terrà la cerimonia di apertura allo stadio San Siro. Per tutta la giornata, i bambini e le bambine di alcuni quartieri di Milano non potranno andare a scuola e tutte le attività pomeridiane sono state sospese. La Fondazione Milano-Cortina, che si occupa dell'organizzazione e della promozione dei Giochi, è stata chiara: ha inviato una lettera agli enti locali chiedendo di chiudere gli istituti, "altrimenti sarà il caos". Disagi che si sono già avverati nel Bellunese, visto che un bambino di 10 anni non è stato fatto salire sull’autobus e ha vagato per alcuni chilometri nella neve, prima di arrivare a casa in ipotermia, perché non aveva il biglietto giusto, passato da 2,5 euro a 10 in vista delle gare. Qualche giorno di polemiche, poi la chiamata di Giovanni Malagò alla famiglia e un invito alla cerimonia di apertura. Questione chiusa.
A metà marzo, però, quando atleti e giornalisti internazionali torneranno a casa, i Giochi non saranno davvero finiti, perché rimarranno tante promesse da mantenere e un’eredità olimpica da gestire.

Per innevare artificialmente le piste sono state approvate nuove opere sui fiumi, spesso senza valutazioni ambientali e senza pubblicare i piani di risparmio promessi. Alcune però non saranno pronte per l'inizio dei Giochi
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Le promesse di sostenibilità dei Giochi nella regione guidata da Fontana si scontrano con la realtà. A Milano i privati fanno affari, in Valtellina associazioni e comitati cercano di bloccare opere invasive
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Tra le 57 società che finanziano quasi la metà dell'organizzazione delle Olimpiadi ci sono colossi del petrolio e del gas, produttori di armi e aziende accusate di sfruttamento della manodopera
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Gli sport invernali contribuiscono alla crisi climatica, ma sono anche i primi a subirla. L'ex campione di sci Julian Schütter è tra i pochi a esporsi: "Oggi nessun evento può dirsi sostenibile"
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In una convenzione firmata a metà dicembre, Fondazione Milano Cortina, commissario straordinario alle paralimpiadi e task force della Difesa chiedono all'Associazione nazionale alpini di coprire i buchi nell'organizzazione. Serve anche personale sanitario, che verrà pagato in visibilità
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Per chi dona il proprio tempo per i Giochi invernali non sono previsti né alloggi, né agevolazioni. Su AirBnb, azienda partner, una settimana a Cortina costa più di 8mila euro, ma anche tra le offerte che girano sui social i prezzi sono fuori portata. Così, alcuni rinunciano: "Sono tutti preoccupati a specularci sopra il più possibile"
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I carabinieri hanno arrestato i fratelli Cobianchi, legati alla criminalità romana e agli ultras della Lazio. Sono indagati per alcune presunte estorsioni ai titolari di locali e a un politico di Cortina D'Ampezzo: avrebbero voluto ottenere da lui appalti
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Per la prima volta, un comitato Onu si esprimerà sull'assenza di dibattito democratico nell'organizzazione dei Giochi delle Alpi francesi. Intanto, alcune associazioni provano a supplire alle carenze di trasparenza, partecipazione e sostenibilità viste a Milano-Cortina, ma temono di essere già in ritardo
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La cabinovia con vista sulla frana, la pista in perdita, le casette trasportate con i tir: nel cuore delle Dolomiti i lavori procedono tra costi lievitati, tempi allungati e impatto sull'ambiente
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Nel terzo rapporto della campagna Open Olympics 2026, il punto sulle spese per realizzare i Giochi olimpici invernali. Molte le opere da completare. Tante le informazioni che mancano, a partire dall'impatto ambientale
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Quasi 400 milioni sono fermi al ministero delle Finanze, mentre manca ancora un piano dettagliato degli interventi. Comune di Milano e Regione Lombardia non rispondono alle richieste del commissario straordinario
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È scritto nella relazione tecnica che accompagna il decreto legge Sport, discusso alla Camera: prelevati dal fondo che dal 2018 sostiene anche gli orfani di crimini domestici i 43 milioni in più da destinare alle attività di sicurezza e soccorso pubblico per i Giochi olimpici e paralimpici di Milano-Cortina 2026
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Avrebbe dovuto iniziare a operare 3 anni fa, ma non si è mai insediato. Alcune delle sue funzioni ora figurano nelle mansioni del Commissario straordinario per le paralimpiadi e diventano extracosti
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Libera e le associazioni che promuovono la campagna Open Olympics non vogliono rovinare la festa, ma proteggere l'evento da chi intende trasformarlo in occasione di lucro devastando l'ambiente e sprecando denaro pubblico
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Tra ritardi, opacità e aumenti dei costi, associazioni e comitati riuniti nel progetto Open Olympics 2026 si sono mobilitati per chiedere maggiore trasparenza sulle spese e sull'impatto ambientale delle opere
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Un importante risultato ottenuto dalla campagna Open Olympics 2026, frutto di un dialogo a volte difficile, è stato il sito della Società Infrastrutture Milano-Cortina che raccoglie dati sulle opere da realizzare
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Voluto dal governo Meloni nel giugno 2024, l'atto ha bloccato le indagini su eventuali reati contro la pubblica amministrazione compiuti dai manager della Fondazione Milano-Cortina, il comitato organizzatore dei Giochi invernali. Per il gip Patrizia Nobile è incostituzionale e così ha trasmesso gli atti alla Consulta, che dovrà valutare
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È stata presentata il 30 giugno la prima (e unica prima dei Giochi) relazione al parlamento sulle attività annuali del Consiglio olimpico congiunto. Tra errori e indicazioni vaghe, mancano molti elementi per arrivare ai "massimi standard di trasparenza" che si chiedevano all'organismo
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