Gli attivisti denunciano le emissioni dei super-ricchi tracciando i loro jet

Su Instagram "Jet dei ricchi" denuncia l'inquinamento provocato dagli aerei privati dei paperoni italiani. "Ogni sforzo collettivo è vano se l'1 per cento della popolazione continua ad avere l'impatto ambientale che ha oggi", spiegano i fondatori. Nel mondo si diffondono altri progetti simili, mentre gli ambientalisti chiedono di vietare i voli privati

Andrea Giambartolomei

Andrea GiambartolomeiRedattore lavialibera

10 agosto 2022

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 Gli ultimi vip “inquinatori” sono stati Flavio Briatore e Fedez con Chiara Ferragni. Il primo, per andare da Olbia a Mykonos e tornare dopo una giornata, ha preso un jet privato che ha sprigionato nell’atmosfera13,7 tonnellate di biossido di azoto (CO2), “ovvero quanto emettono sei persone, in un anno, per l'insieme dei loro trasporti”. I Ferragnez, per andare in vacanza a Ibiza, hanno preferito noleggiare un aereo privato anziché viaggiare su uno di linea. Risultato: un volo da 5,6 tonnellate di CO2, quanto in media producono due persone in un anno di trasporti. A rivelare questi dati è la pagina Instagram Jet dei ricchi. “Stimiamo l’impatto ambientale dei voli privati degli uomini più ricchi d’Italia – si presentano precisando un aspetto importante -. Seguiamo gli aerei, non i loro passeggeri”. Così si diffondono le richieste di abolire i voli privati da parte di attivisti e movimenti in vista delle prossime elezioni politiche.

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Quanto inquinano i super-ricchi?

“Ogni sforzo collettivo è vano se l’1 per cento della popolazione continua ad avere l’impatto ambientale che ha oggi”Jet dei ricchi

Jet set, o jet society, era un termine coniato per indicare “l’alta società internazionale, che si sposta dall’uno all’altro dei suoi ritrovi esclusivi viaggiando in jet”, si legge sulla Garzanti. Il cantautore Rino Gaetano, nel 1980, scrisse un brano satirico sui vip intitolato proprio Jet set. Le critiche su quel gruppo sociale ora tornano in voga, ma sul piano ambientale. La COè uno dei gas serra responsabili del riscaldamento globale e del cambiamento climatico

Jet dei ricchi è l’ultimo progetto di media-attivismo – slegato da organizzazioni ambientaliste – per denunciare i comportamenti dannosi dei paperoni italiani, sulla scia di altri progetti nati all’estero. L’obiettivo è “far passare il messaggio che questi spostamenti privilegiati ed esclusivi vanificano lo sforzo di migliaia di persone che agiscono quotidianamente per adattare i loro comportamenti a un modo di vivere più responsabile e rispettoso dell'ambiente”, dicono a lavialibera autori e autrici della pagina.

Detto in altri termini: “Ogni sforzo collettivo è vano se l’1 per cento della popolazione continua ad avere l’impatto ambientale che ha oggi”, sintetizza una scheda sulla loro pagina. Secondo il rapporto Confronting carbon inequality pubblicato da Oxfam del novembre 2021, i super-ricchi (che costituiscono circa l’1 per cento della popolazione mondiale) emettono una quantità di anidride carbonica trenta volte superiore rispetto a quanto previsto dagli accordi di Parigi, secondo i quali bisogna mantenere l’aumento della temperatura globale sotto l’1,5 gradi centigradi entro il 2030. L’edizione dell’anno precedente sottolineava che il 10 per cento della popolazione, la fetta ricca, ha prodotto oltre la metà (52 per cento) delle emissioni nell'atmosfera tra il 1990 e il 2015. L’1 per cento – i super-ricchi – è stato responsabile del 15 per cento delle emissioni nello stesso periodo. “Per questo è fondamentale agire sull’1 per cento”, si legge su Jet dei ricchi. Inoltre, secondo un articolo del Guardian, gli aerei privati sono responsabili del 4 per cento delle emissioni totali prodotte dall’aviazione, ma emettono più di 33 milioni di tonnellate di gas serra, più di quelle dell’intera Danimarca, e “siccome trasportano poche persone, sono da cinque a 14 volte più inquinanti degli aerei commerciali, per passeggero, e 50 volte più dei treni”.

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La battaglia contro i jet privati

"Con i prezzi per benzina, elettricità e riscaldamento che salgono o saliranno e l'acqua che scarseggia, la gente ha probabilmente meno pazienza per i capricci dei ricchi, che mostrano la minima considerazione per la gente normale colpita da queste crisi”Mario Leandros Huber - Fondatore di Banprivatejets.org

I consumi dei jet privati hanno ricevuto molta attenzione nelle ultimissime settimane, da quando Kylie Jenner, 24 anni, modella e imprenditrice statunitense, ha pubblicato una foto su Instagram con due aerei, accompagnata dalla didascalia: “Prendiamo il mio o il tuo?”, con riferimento al suo velivolo personale e a quello del compagno, il rapper Travis Scott. L’account Twitte CelebJets ha tracciato il volo di Jenner: un viaggio da 17 minuti per circa 40 miglia di percorso. Tanto da far piovere critiche sulla giovane imprenditrice e riaccendere l’interesse sui voli di molte altre personalità dello star system.

Nel 2019, dopo il viaggio di Greta Thunberg in barca a vela verso gli Usa, l’attivista newyorkese Aaron Eisenberg ha pubblicato un articolo contro i jet privati sull’edizione statunitense di Jacobin, articolo che ha ispirato l’iniziativa di un 31enne svizzero, Mario Leandros Huber, fondatore del sito banprivatejets.com per discutere su come ridurre l’impatto di questi voli. Sempre in quella stagione, Extinction rebellion ha bloccato per la prima volta uno scalo per i jet privati a Ginevra, mentre nella campagna elettorale inglese i Labour hanno proposto di bandire questi voli entro il 2025. Da allora, però, poco si è mosso.

“Questa volta la discussione ha raggiunto più spazi ed è durata più a lungo – dichiara Leandros Huber a lavialibera –. Al di là della concatenazione di notizie, penso che l'indignazione sia anche dovuta alla crisi energetica e alle canicole. Con i prezzi per benzina, elettricità e riscaldamento che salgono o saliranno e l'acqua che scarseggia, la gente ha probabilmente meno pazienza per i capricci dei ricchi, che mostrano la minima considerazione per la gente normale colpita da queste crisi”.

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Come si calcolano le emissioni dei voli?

“L’impatto ambientale dei jet privati di alcuni degli uomini più ricchi d’Italia è molto alto e i risultati sono difficili da comprendere. Cerchiamo di dare alla pagina un taglio pedagogico, che permetta di comprendere le dimensioni e le proporzioni delle disuguaglianze climatiche che vi sono tra una persona normale e un miliardario”Jet dei ricchi

Nel frattempo sono cresciute alcune iniziative. Nel giugno 2020 uno studente della Florida, Jack Sweenwy, ha aperto l’account ElonJet per monitorare, in maniera automatizzata, i voli di Elon Musk, il miliardario fondatore delle auto elettriche Tesla e del progetto spaziale SpaceX. L’imprenditore ha offerto al ragazzo 5mila dollari per chiudere il sito, ma il giovane ha proseguito e ha creato account simili, come Celebrity Jets per i voli dei vip statunitensi. Il maggio scorso su Instagram è comparso l’account “L’avion de Bernard” sui voli di Bernard Arnault, ricchissimo imprenditore francese. Poi è stata la volta di Jet dei ricchi.

Gli ideatori utilizzano dati pubblici, disponibili sui siti che permettono di tracciare i voli come OpenSkyNetwork o FlightRadar. A partire da questi numeri, sulla base del tempo di percorrenza, del consumo medio di carburante e del fattore di emissioni (fornito dall’Agenzia francese per la transazione ecologica, pubblica e indipendente), calcolano quanto inquinano gli aerei.

“L’impatto ambientale dei jet privati di alcuni degli uomini più ricchi d’Italia è molto alto e i risultati sono difficili da comprendere e comunicare per chi non si occupa professionalmente di clima e ambiente – spiegano da Jet dei ricchi –. Per questo cerchiamo di dare alla pagina un taglio pedagogico, che permetta a chi legge di comprendere le dimensioni e le proporzioni delle disuguaglianze climatiche che vi sono tra una persona normale e un miliardario”.

I voli di Elkann, Della Valle e altri

Dalle analisi sono emersi casi particolari. Ad esempio, l’aereo 9Hfcb di John Elkann ha percorso di frequente distanze che poteva coprire in auto (Milano, Lione, Ginevra) o in treno (Roma). In particolare, da Torino a Milano con un treno ad alta velocità si impiegano 38 minuti: “Per risparmiare 17 minuti di viaggio, chi usa 9Hfcb inquina quanto una persona in sei mesi di trasporti”, scrivono commentando il viaggio del 27 maggio in cui il velivolo ha emesso circa 1,3 tonnellate di CO2, contro le 0,0035 del viaggio in treno.

“Tra luglio 2021 e luglio 2022, il jet I-Advd usato da Diego Della Valle è decollato 166 volte, circa una volta ogni due giorni. E sette voli su dieci realizzati dal jet I-Advd hanno una durata inferiore ai sessanta minuti”, si legge in un post. Il 18 luglio l’aereo ha percorso la tratta Milano-Ancora, andata e ritorno, producendo 4,7 tonnellate di biossido di carbonio.

Per possedere un jet privato bisogna essere davvero molto ricchi, e quindi “la maggior parte dei vip utilizzano jet affittati da società di chartering”. Indagare diventa più difficile, anche se talvolta i passeggeri, con la loro smania di apparire sui social network, aiutano: “Come nel caso di AirX, utilizzata dai Ferragnez, che hanno comunicato sui social il giorno del loro viaggio, l'itinerario e la compagnia, mostrando molti dettagli dell’arredamento interno del velivolo. Questo ci ha permesso di risalire al modello e quindi alla targa”. Jet dei ricchi ha tracciato il volo, il percorso, la durata e ha poi calcolato consumi ed emissioni.

Le soluzioni per limitare l’impatto dei jet privati

Guardare al comportamento nefasto dei più ricchi non può e non deve essere una giustificazione a non impegnarsi ogni giorno per ridurre radicalmente il nostro impatto"Jet dei ricchi

I maligni potrebbero ritenere questa battaglia come animata da odio di classe e invidia, ma è una questione di giustizia climatica e giustizia sociale. “I jet privati vanno vietati – dichiara Leandros Huber –. Senza considerare adesso il turismo spaziale, volare su un jet privato è l’attività individuale che rilascia più chili di CO2 al secondo. Vietarli chiede un piccolo sacrificio a una cerchia molto piccola di persone, che possono facilmente volare in aerolinea. Le alternative esistono già”. Inoltre “è anche giusto che i più ricchi comincino a rinunciare al lusso per proteggere il pianeta e diano così l'esempio”. Certo, abolire del tutto l’uso dei jet privati potrebbe essere una soluzione troppo radicale e poco liberale: “Non è ancora all’orizzonte”, dice l’attivista svizzero. Qualcuno propone di aumentarne la tassazione così da compensare il danno ambientale e porre un freno al loro utilizzo. Nel frattempo monta la reazione di chi vuole limitare il tracciamento di aerei e voli: “La privacy e la sicurezza sono gli argomenti principali per difendere l'uso di jet privati”, conclude.

Potrebbe esserci il rischio che i semplici cittadini si sentano meno responsabili dell’inquinamento? “Guardare al comportamento nefasto dei più ricchi non può e non deve essere una giustificazione a non impegnarsi ogni giorno per ridurre radicalmente il nostro impatto – rispondono da Jet dei ricchi –. Tuttavia, il messaggio che vogliamo far passare è che cambiare il nostro stile di vita è una condizione necessaria ma non sufficiente. Per salvare il pianeta serve impedire ai più ricchi di mantenere i loro stili di vita, molto dannosi per il pianeta, che vanificano lo sforzo di tutte e tutti”.

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