1 ottobre 2019. Gli effetti della tempesta Vaia nella Piana di Marcesina nell'Altipiano di Asiago a un anno di distanza. Milioni di alberi sono stati abbattuti dalle raffiche di vento. Foto di M. Lapini
1 ottobre 2019. Gli effetti della tempesta Vaia nella Piana di Marcesina nell'Altipiano di Asiago a un anno di distanza. Milioni di alberi sono stati abbattuti dalle raffiche di vento. Foto di M. Lapini

Agricoltura sotto scacco

A sorpresa, pascolamento e biodiversità spariscono dalla bozza del piano strategico nazionale sull'agricoltura. Un regalo alle grandi aziende del nord Italia

Natalie Sclippa

Natalie SclippaRedattrice lavialibera

21 febbraio 2022

Giornate minime di pascolo, rotazione, carico massimo di bestiame ammissibile: tutto sparito dalla bozza del Piano strategico nazionale (Psn) che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) ha inviato il 31 dicembre all’Unione europea. Nessuna traccia delle proposte discusse con le associazioni ambientaliste. Così, mentre vengono stanziati 10 miliardi di euro dai fondi del Piano di ripresa e resilienza per modernizzare il settore agroalimentare italiano, gli investimenti rischiano di aiutare sempre le solite aziende: quelle grandi e del Nord, spinte dalle lobby. Nelle zone rurali e interne, intanto, continua lo spopolamento. «Con la deregolamentazione esistente ormai da decenni, il carico burocratico è minore, ma si rischia di creare l’alibi per situazioni poco trasparenti» afferma Nunzio Marcelli, presidente della rete Appia, che riunisce i pastori italiani. Ma è tutto legale.

Associazioni inascoltate

a bozza del Piano strategico nazionale italiano per il quadriennio 2023-2027, che attua le decisioni di Bruxelles sulla Politica agricola comune e distribuisce fondi nel nostro paese per circa 50 miliardi di euro in sette anni, è stata discussa e spedita alla Commissione europea 

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