2025 - Numero 36

Educazione meloniana

Scuola e università più povere e meno libere, educatori nelle periferie dimenticati: il nuovo numero de lavialibera ricostruisce il puzzle delle politiche governative sull’educazione. Tanti tasselli di cui si rischia di perdere il quadro complessivo: dai tagli all'istruzione pubblica per oltre 600 milioni nei prossimi tre anni e il precariato che rimane un’emergenza, al ministro Valditara che impone disciplina su programmi, libri ed eventi. Dagli atenei sempre più a servizio dell’industria, anche quella bellica – incoraggiati dall’Europa del riarmo –, ai tentativi di imbrigliare la libertà accademica e di critica, anche in nome di una concezione distorta della lotta all’antisemitismo. “Quel che accade oggi è stato preparato da trent’anni di cattive riforme – scrive nell’editoriale la direttrice Elena Ciccarello –. Eppure qualcosa è cambiato. La novità sta nelle iniziative volte a formare le nuove generazioni secondo valori più graditi alle destre, nell’istituzionalizzazione della censura verso il dissenso”. 

Nei luoghi che sarebbero dovuti rinascere con il “modello Caivano”, gli educatori sono stati messi ai margini dei progetti di riqualificazione e continuano a inseguire progettazioni spot per dare continuità alla loro azione. Scrive Luigi Ciotti: “L’educazione è fra i rimedi più invocati e meno applicati di fronte a qualsiasi tipo di problema. Tutti se ne riempiono la bocca, ma pochi sembrano aver chiaro il suo significato profondo. Educare significa educarsi, gli uni con gli altri. Cercare altre mani nel buio per orientare insieme i nostri passi. Per non arrenderci al buio, dobbiamo investire in educazione. Ancora più di prima!”.

Nell’intervista con il presente, Marcello Ravveduto spiega come il “brand mafia” si promuove su TikTok, anche grazie all'aiuto di inconsapevoli "mafiofili". Nella sezione storie, raccontiamo la tragedia nascosta dei suicidi tra gli imprenditori che falliscono e torniamo sulle promesse tradite delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 con un focus sulla Lombardia. Poi, l’editoriale di Rosy Bindi sulle finte “paci trumpiane”, la fotoinchiesta sulle recenti alluvioni in Friuli Venezia Giulia e il commento di Alessandra Sciurba sui centri in Albania, che con il nuovo patto Ue non solo “funzioneranno”, ma diventeranno modello per gli altri Stati, sulla pelle dei migranti.

In questo numero

Abbonati ora

La newsletter de lavialibera

Ogni sabato la raccolta degli articoli della settimana, per non perdere neanche una notizia. 

Ogni prima domenica del mese un approfondimento speciale, per saperne di più e stupire gli amici al bar

Ogni terza domenica del mese, CapoMondi, la rassegna stampa estera a cura di Libera Internazionale