
Nei luoghi che sarebbero dovuti rinascere con il “modello Caivano”, gli educatori sono stati messi ai margini dei progetti di riqualificazione e continuano a inseguire progettazioni spot per dare continuità alla loro azione. Scrive Luigi Ciotti: “L’educazione è fra i rimedi più invocati e meno applicati di fronte a qualsiasi tipo di problema. Tutti se ne riempiono la bocca, ma pochi sembrano aver chiaro il suo significato profondo. Educare significa educarsi, gli uni con gli altri. Cercare altre mani nel buio per orientare insieme i nostri passi. Per non arrenderci al buio, dobbiamo investire in educazione. Ancora più di prima!”.
Nell’intervista con il presente, Marcello Ravveduto spiega come il “brand mafia” si promuove su TikTok, anche grazie all'aiuto di inconsapevoli "mafiofili". Nella sezione storie, raccontiamo la tragedia nascosta dei suicidi tra gli imprenditori che falliscono e torniamo sulle promesse tradite delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 con un focus sulla Lombardia. Poi, l’editoriale di Rosy Bindi sulle finte “paci trumpiane”, la fotoinchiesta sulle recenti alluvioni in Friuli Venezia Giulia e il commento di Alessandra Sciurba sui centri in Albania, che con il nuovo patto Ue non solo “funzioneranno”, ma diventeranno modello per gli altri Stati, sulla pelle dei migranti.