Lagos, Nigeria. Una manifestazione di giovani contro gli abusi della polizia (Nengi Nelson/Unsplash)
Lagos, Nigeria. Una manifestazione di giovani contro gli abusi della polizia (Nengi Nelson/Unsplash)

Tre ingiustizie contro il Sud del mondo

Ecocidi, crisi climatica e politiche d'asilo basate sulla razza. Riconoscere i crimini ambientali come reato contro l'umanità fermerebbe devastazioni e flussi migratori, permettendo agli africani di restare a casa loro, se lo desiderano

Peter Emorinken-Donatus

Peter Emorinken-DonatusGiornalista

21 settembre 2022

La guerra russa in Ucraina ha mostrato ancora una volta un’amara verità, portando alla luce del sole il carattere razzista del trattamento riservato dall’Unione europea e dai suoi stati membri ai cosiddetti rifugiati BIPoC (Blacks, Indigenous, People of Colour), ossia profughi neri, indigeni o di colore che arrivano dal cosiddetto Sud globale in cerca di rifugio. Molte persone si stropicciano gli occhi incredule davanti alla priorità basata sulla razza e ai canali preferenziali concessi ai rifugiati ucraini bianchi mentre gli altri, in fuga dalla stessa guerra, subivano trattamenti inumani e persino deportazioni. È stata creata un’esplicita separazione tra “profughi buoni” e “profughi cattivi”, al punto che i rifugiati ucraini bianchi sono stati definiti come “profughi Vip”, o “very important refugees” o “profughi di prima classe”.

Questa situazione ha infiammato i dibattiti già molto contestati e asimmetrici sul riconoscimento della figura del rifugiato: chi può essere definito così? L’Agenzia delle nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), basandosi sulla Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951, sostiene che rifugiato è chi è costretto a fuggire dal proprio Paese e non può o non vuole tornarvi "temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, opinioni politiche o appartenenza a un particolare gruppo sociale". Ma la Convenzione di Ginevra è un prodotto della Seconda guerra mondiale, inizialmente redatta per andare incontro ai milioni di sfollati europei al termine del conflitto, e solo in seguito aggiornata col Protocollo del 1967 per includere nella definizione i rifugiati di tutto il mondo.

Veri e finti profughi, è solo propaganda

Rifugiato: chi non vuole o può tornare nel suo Paese per il giustificato timore di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, opinione politica o appartenenza a un determinato gruppo sociale.



Richiedente asilo: chi è in attesa di una decisione sulla domanda per ottenere lo status di rifugiato ai sensi delle norme giuridiche internazionali e nazionali.



Beneficiario di protezione umanitaria/sussidiaria: chi rischia di subire un grave danno se rimpatriato a causa di violenza o conflitto o corre il rischio di tortura, condanna a morte e trattamenti inumani e degradanti non previsti dallo status di rifugiato.



Migrante economico: chi lascia il proprio paese di origine per ragioni economiche, non collegate alla definizione di rifugiato, al fine di cercare di migliorare i propri mezzi di sostentamento.



Migrante irregolare: chi, a seguito di un ingresso irregolare, della violazione delle condizioni di ingresso o della scadenza Migrante del titolo di ingresso e soggiorno, è privo di uno status giuridico che gli consente di essere regolare nel paese di transito od ospitante.


Una definizione legale antiquata

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